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MODA: ABITI ECOLOGICI

abiti ecologici

Quando si parla di prodotti eco-sostenibili si pensa subito a prodotti di genere alimentare come possono essere il caffè, lo zucchero, l’olio…

Infatti i primi prodotti che si sono presentati sul mercato con tale etichetta sono proprio questi ultimi.

Ma oggi giorno la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto delle persone sono alla base anche di nuovi campi di applicazione.

Ed ecco che con grande novità il concetto di “ecologia” si applica anche nel campo della moda.

Ma come si fa a capire se un abito è realmente ecologico?

La risposta può sembrare molto semplice ma in realtà non è così in quanto a livello normativo sia italiano che europeo non c’è un sistema di riferimento chiaro e preciso.

Per prima cosa è opportuno individuare il tessuto: infatti è consigliabile orientarsi su tessuti naturali quali il lino, il cotone e la canapa.

Inoltre, il colore naturale del tessuto potrebbe essere un segnale dell’”origine ecologica” in quanto il trattamento per fissare e tingere i tessuti è abbastanza inquinante a causa dei mordenti utilizzati.

In secondo luogo bisogna rivolgere l’attenzione sui marchi che danno garanzie come: Pura lana vergine e Fair Trade (il marchio di garanzia del Commercio Equo e Solidale gestito in Italia da Fairtrade Italia che nasce come consorzio senza scopo di lucro).

Proprio quest’ultimo chiede ai produttori di rispettare standard ecologici ma solo per quanto riguarda l’utilizzo di materie prime e non per la fattura.

Quindi anche in questo caso risulta molto difficile monitorare tutti i passaggi della lavorazione.

Per questo motivo oggi giorno i concetti di ecologia, sostenibilità e etica risultano essere sempre più interconnessi e,come sempre… non resta che fidarsi!

Paola Di Giovanni

guardare e farsi guardare

rendez-vous, frascati di parigi, acquaforte di p.l. debucourt, 1807

Anche la curiosità aumenta quando entra in contatto con la sessualità. Questo perchè la moda deve scegliere tra esposizione, accentuazione dell’attrazione e salvaguardia del pudore.

Di molto importante per la moda è l’impulso di guardare e di farsi guardare. Su questo argomento, Sigmund Freud intervenne dimostrando come l’impulso esibizionistico sia all’origine autoerotico.

Così, da un lato, si è portati a guardare. Invece, dall’altro, si desidera essere guardati. La curiosità è quindi collegata all’erotico.

Questo aspetto fondamentale dell’erotismo femminile contrasta con l’uomo che spesso fraintende il messaggio del corpo della donna.

Comunque, lo stesso corpo, è un oggetto erotico. Sia attraverso l’ostentazione delle parti erogene che con lo svelamento di determinate parti del corpo.

L’uomo è affascinato dal continuo rinnovamento dell’abbigliamento femminile, invece il desiderio erotico resta inconscio anche se comunque esiste.

Alla base del guardare e del farsi guardare, c’è la funzione dell’occhio umano in questo contesto. Praticamente, l’uomo è un animale che si basa soprattutto sulla vista per tutti i rapporti sociali (soprattutto quelli sessuali).

Senza il linguaggio degli occhi, che captano ed interpretano i movimenti espressivi degli altri, sarebbe impossibile comunicare.

Lo sguardo esprime tutte emozioni e la civiltà diventa visiva nell’ordine e nella pulizia. Naturalmente, in queste questioni, ha un ruolo importante il gusto personale, perchè cosmesi e igiene rispecchiano la personalità.

Però la pulizia segue anche delle norme precise e questa educazione ha come obiettivo il far interiorizzare all’individuo ciò che gli viene dato dall’esterno.

Vittoria