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MODA: ABITI ECOLOGICI

abiti ecologici

Quando si parla di prodotti eco-sostenibili si pensa subito a prodotti di genere alimentare come possono essere il caffè, lo zucchero, l’olio…

Infatti i primi prodotti che si sono presentati sul mercato con tale etichetta sono proprio questi ultimi.

Ma oggi giorno la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto delle persone sono alla base anche di nuovi campi di applicazione.

Ed ecco che con grande novità il concetto di “ecologia” si applica anche nel campo della moda.

Ma come si fa a capire se un abito è realmente ecologico?

La risposta può sembrare molto semplice ma in realtà non è così in quanto a livello normativo sia italiano che europeo non c’è un sistema di riferimento chiaro e preciso.

Per prima cosa è opportuno individuare il tessuto: infatti è consigliabile orientarsi su tessuti naturali quali il lino, il cotone e la canapa.

Inoltre, il colore naturale del tessuto potrebbe essere un segnale dell’”origine ecologica” in quanto il trattamento per fissare e tingere i tessuti è abbastanza inquinante a causa dei mordenti utilizzati.

In secondo luogo bisogna rivolgere l’attenzione sui marchi che danno garanzie come: Pura lana vergine e Fair Trade (il marchio di garanzia del Commercio Equo e Solidale gestito in Italia da Fairtrade Italia che nasce come consorzio senza scopo di lucro).

Proprio quest’ultimo chiede ai produttori di rispettare standard ecologici ma solo per quanto riguarda l’utilizzo di materie prime e non per la fattura.

Quindi anche in questo caso risulta molto difficile monitorare tutti i passaggi della lavorazione.

Per questo motivo oggi giorno i concetti di ecologia, sostenibilità e etica risultano essere sempre più interconnessi e,come sempre… non resta che fidarsi!

Paola Di Giovanni

La primaverile Alta moda di Dior per la stagione invernale.

Sfilata di Alta Moda autunno-inverno di Dior

La collezione Dior per l’autunno inverno 2011, sembra ispirata alla primavera, tanto è varia la gamma dei tessuti floreali, dei colori e dei tessuti avvolgenti e pomposi che si propongono sulle passerelle parigine.

Le donne di Galliano sfilano in uno splendido sfondo floreale vestite di tulipani, gigli, violette, rose e crisantemi, tanto da sembrare creature nate dai fiori.
L’idea della casa di moda è motivata dal desiderio di scacciare l’inverno con il suo grigiore, lavorando con grande maestria drappi di seta trasformandoli in petali di rosa, sandali in radici rampicanti, tessuti colorati in fiori giganti molto verosimili. Infatti lo stesso stilista dichiara che la natura è la sua più grande maestra ispiratrice.

Ed è così che guardando i fiori con sensibilità artistica, si dà vita ad abiti da sogno.
Ma l’ironia di Galliano non si spegne nemmeno in questa fantastica occasione quando, a sorpresa, butta in pista anche una cintura in raffia, guanti da giardiniere e buste di plastica come velette.

A.Casagrande

Testi dei coiffeur del ‘700 (parte II)

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Tissot nel 1776 pubblicò un’opera intitolata “traite de la nature des cheveux et de l’art de coeffer” dedicandola al “Bel sesso”.

In quest’opera si presentò come un noto coiffeur dotato di un buon gusto naturale e si occupò da sempre a quest’arte per portarla alla perfezione.

La coiffeur era il principale ornamento della corte e dava lustro alla società. Inoltre, sostiene che è utile allo stato e per la propagazione della specie umana.

Per Tissot il coiffeur è l’artista che da alle donne la capacità di conquistare i cuori degli uomini che prima gli resistevano.

Era convinto che la sua fosse un’arte difficile e interessante. Infatti per divenire un bravo coiffeur è necessario unire conoscenze sui capelli, psicologiche, scientifiche e pregiudizi popolari.

In più, il perfetto coiffeur, deve avere un contegno onesto ed essere rispettoso verso i clienti. Deve unire dolcezza, vivacità, cortesia, saggezza, prudenza, discrezione e soprattutto non deve riferire quello che gli hanno detto o cos’è accaduto con un altro cliente.

Il coiffeur quando va da una dama deve sapere, in base all’influenza della luna, se quel giorno è opportuno o no tagliare i capelli.

In più, se è colpita da qualche indisposizione che potrebbe pregiudiziare l’arricciatura dei capelli.

Il coiffeur deve sempre consultare la natura e imitarla per quanto possibile. Non deve danneggiare i capelli dei clienti.

Deve tener conto della lunghezza del viso, dell’ampiezza della fronte, della forma di naso collo orecchie, del tipo di capello ecc…

Vittoria

anni Sessanta: hippie

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Nel 1967 scoppiò la “summer of love” (estate dell’amore) e si affermò tra i giovani una nuova filosofia di vita.

Essa era fondata sul rifiuto della società capitalistica degli adulti, sulla volontà di ricostruire un mondo di pace e natura.

Sono gli hippie, la cui rivolta si basava sulle armi della fantasia e della creatività. Il loro simbolo era il fiore che indicava la volontà di cambiare il mondo con l’amore.

Si trattava del potere dei fiori “flower power” e il loro punto di riferimento per la nuova spiritualità erano le culture orientali e le civiltà precapitalistiche.

Per conoscere dovevano viaggiare sia fisicamente che spiritualmente. La danza esprimeva gioia e libertà: si muovevano tutti allo stesso modo esprimevano liberamente la loro sensualità.

Nacque il rock psichedelico con i Jefferson Airplace ed i Grateful Dead. I giovani vivevano in comunità di agricoltura e artigianato.

Timoty Leary, guru, il cambiamento passava per la vita quotidiana: era necessario cambiare abito, casa, ambiente.

Decorava il corpo, ricopriva di collane, dipingeva, addobbava. Non c’era un modo giusto di vestirsi ne di fare l’amore.

Portavano chiome lunghe e selvagge, abiti di tutti i generi colorati e fantasiosi. Trionfò l’unisex.

I centauri erano un misto tra hippie, rockers e beatnik. Viaggiavano per l’America sui chooper, ribelli, insoddisfatti, non integrati.

La stagione hippie finì nel 1967, ma qualcosa rimase. Ossie Clark creò morbidi kaftani in seta ricamati, mantelli, tailleur amplissimi. I fotografi ambientavano le foto in località orientali ed esotici.

Vittoria