Lettera anonima
Una lettera e il suo contenuto dipendono dalla sua firma. Chi non trova il coraggio di porla in fondo alla missiva trovi anche il coraggio di non scriverla. Le lettere anonime non si spediscono e non si leggono. Si cestinano, Esattamente come chi ha la fama di scriverle.
Lettere
Vale più una lettera di dieci telefonate e di venti e-mail .Un messaggio, un biglietto, una parola scritta sono molto più significativi di qualsiasi cosa detta a voce. Naturalmente si scrivono al computer solo le lettere d’affari .chi lo adopera per missive d’amore e d’amicizia si deve scusare di non aver scritto a mano. Ci sono però due casi in cui lettera e biglietti vanno scritti a mano : i ringraziamenti in caso di regali e di ospitalità e le lettere di condoglianze.
Indirizzo sulla busta
Alla coppia vecchio stampo, cognome di lui facendo precedere il nome del signore a quello della signora. Es.: Carlo e Luisa Bentivoglio. Alla signora vecchio stile, usare pure signora. Altrimenti basterà il nome e cognome. Se va invece a un professionista, il titolo professionale abbreviato precederà il nome. per rapporti epistolari di amicizia, niente titoli sulla busta ma solo nome e cognome. Se vedete un’abbreviazione N.D. vuol dire nobil donna, se invece N.H. vuole dire nobil
uomo.: entrambe molto usate al Sud, poco al Nord.
Linguaggio
Attenti a quel che dite.”Ho un buon feeling con Elisa” è una frase che pronuncia solo un italiano.In Inghilterra e in America, anche con l?elisa migliore, nessuno lo direbbe mai. E’ insomma un dialetto italanglo che non trova corrispondenti nel paese di nascita della parola. Visto che tutti i feeling che noi proviamo lasciano esterrefatti le persone di lingua inglese tanto vale eliminare quel vezzo anglofilo, casereccio, che invece di una persona che sa le lingue fa orecchiante di una platea sbagliata. Molto in voga anche il farsesco modo di dire: ho un buon rapporto con …La conversazione non è una seduta analitica ed è li. solo lì, che si approfondiscono i rapporti. Con….Luisa,Laura,Giovanni o Gerardo si va d’accordo., ci si trova bene, si ha un eccellente collaborazione di lavoro. I vocaboli dell’analisi trasferiti nella vita di tutti i giorni hanno un effetto esilarante che non aiuta a creare un buon rapporto con nessuno. Altro vezzo linguistico da scantonare è l’abusato “diciamo”. Esempi: Ho sentito le sirene dei pompieri. E’ successo qualcosa?”Diciamo che brucia la Rinascente”. E’ vero che la moglie dell’avvocato ha perso la testa per un ragazzo di colore, conosciuto nel loro ultimo viaggio a Cuba?”Diciamo che sono scappati insieme e che lei è incinta”.
Il signore, la signora, lo studente e la studentessa che diciamo hanno un buon feeling fra loro, ma certo niente a che vedere con il buon rapporto che hanno con i loro amici, sono sicuramente quelli che quando tornano da un viaggio fanno questo genere di racconti: “ Abbiamo visto quei tramonti indimenticabili. Visitato quelle ville sontuose .E trovato quell’albergo dei nostri sogni, con quel servizio impeccabile”. Quelli che non sono sfiniti dalla noia al primo “quel”, non possono che replicare: “Quale,Quale?” I racconti dei viaggi, a meno che non siano tramutati in favole per addormentare i più piccini, devono essere sobri, ma per quanto possibile precisi.
Se il ceto medio ha feeling e buoni rapporti, i ragazzi sono affezionati a “un attimino”, e chi vuol fare l’intellettuale sparge intorno a sé continui “peraltro, quant’altro,sovente.”
Il linguaggio ci rappresenta, ci racconta, ci promuove,ci rimanda.
Cristina Petrini